È nata Còlere, la start up che valuta gli eventi culturali

Còlere è la prima piattaforma digitale che valuta la qualità degli eventi culturali attraverso un algoritmo basato su 75 parametri

Dal 3 novembre la piattaforma digitale di Còlere (www.colere.eu) è online: nasce così la prima start up italiana che valuta e consiglia gli eventi culturali. È guidata da Stefano Cazzaro, Enrico Moro e Laura Casagrande, tre imprenditori convinti che la cultura possa migliorare la vita delle persone.

L'idea si sviluppa nel 2015, quando Stefano Cazzaro, il CEO di Còlere, scopre in ritardo eventi cui avrebbe voluto partecipare. Confrontandosi con altre persone, Stefano capisce che il problema è molto diffuso, quindi inizia a ideare una piattaforma digitale che presenti tutti gli eventi culturali, in modo che gli utenti possano trovarli facilmente e con il giusto anticipo.

Nel raggiungere questo obiettivo, il CEO e i suoi collaboratori decidono di mirare ancor più in alto. Creano così un algoritmo basato su 75 parametri che descrivono la qualità degli eventi culturali presenti nel sito. In questo modo gli abbonati non perdono tempo e denaro in eventi scadenti, ma partecipano solo ai migliori. Lo sviluppo dell’algoritmo è una sfida che continua tutt’oggi, con lo scopo di rendere la valutazione sempre più corrispondente alla complessità degli eventi.

Stefano e il suo team, inoltre, vogliono rendere estremamente personalizzata l'esperienza in Còlere, perciò, in fase d’iscrizione, chiedono agli abbonati di selezionare i propri interessi. Non si tratta di una generica scelta dell’ambito culturale, ma di una selezione specifica guidata da immagini di opere d’arte famose. Perché chi ama la pittura non deve per forza amare tutti i generi pittorici: gli iscritti, ad esempio, possono scegliere l’impressionismo e scartare il simbolismo.

Attualmente Còlere è attiva in Veneto con gli ambiti culturali di pittura, scultura e arte contemporanea. L’intenzione è di espandersi entro la fine dell'anno nei principali capoluoghi del nord-est e, con l'inizio del 2018, attivare nuovi ambiti come architettura, fotografia e fumetto.

Còlere incontra il Sindaco di Treviso​

La nuova start up che valuta gli eventi culturali si propone alle istituzioni trevigiane per migliorare l'offerta culturale della provincia

Oggi alcuni componenti di Còlere hanno consegnato a Giovanni Manildo il suo regalo di Natale: un abbonamento annuale ai migliori eventi culturali per i propri interessi. Il Sindaco ha accolto con piacere la neonata start up trevigiana e si è dimostrato molto interessato al servizio.

Còlere (www.colere.eu) è un sito web che contiene tutte le mostre d'arte del Veneto valutate attraverso un algoritmo. Quest'ultimo si basa su 75 criteri che descrivono la qualità di ogni evento considerando, ad esempio, l'importanza degli artisti, la curatela, il contesto, i trasporti e l'ingresso.

Gli imprenditori alla guida della società si stanno proponendo alle istituzioni trevigiane perché vorrebbero contribuire al miglioramento dell'offerta culturale della provincia. Còlere, infatti, attraverso il suo algoritmo altamente specializzato può aiutare le istituzioni culturali a organizzare eventi di alta qualità, soddisfacendo le aspettative dei visitatori.

Le 10 migliori mostre del Veneto nel periodo di Natale

La start up culturale Còlere crea la classifica delle migliori mostre del Veneto a Natale

Tra tutte le attività presenti sul territorio veneto durante le vacanze di Natale, ci sono anche le mostre d'arte. Còlere, la prima start up italiana che valuta e consiglia gli eventi culturali, ha creato la lista delle 10 migliori mostre in Veneto da visitare durante il periodo natalizio.

La piattaforma web di Còlere (www.colere.eu), infatti, contiene tutte le mostre d'arte del Veneto valutate attraverso un algoritmo. Quest'ultimo si basa su 75 criteri che descrivono la qualità di ogni evento considerando, ad esempio, l'importanza degli artisti, la curatela, il contesto, i trasporti e l'ingresso.

La classifica completa delle migliori 10 mostre del Veneto

1) Porto Marghera 100, Palazzo Ducale (Venezia), fino al 28 gennaio 2018
2) Picasso sulla spiaggia, Collezione Peggy Guggenheim (Venezia), fino al 7 gennaio 2018
3) Canova, Hayez, Cicognara. L'ultima gloria di Venezia, Gallerie dell'Accademia (Venezia), fino al 2 aprile 2018
4) Secessioni Europee - L'onda della modernità, Palazzo Roverella (Rovigo), fino al 21 gennaio 2018
5) Van Gogh. Tra il grano e il cielo, Basilica Palladiana (Vicenza), fino all'8 aprile 2018
6) Rivoluzione Galileo. L'Arte Incontra La Scienza, Palazzo del Monte di Pietà Nuovo (Padova), fino al 18 marzo
7) Botero, Palazzo Emilei Forti (Verona), fino al 25 febbraio 2018
8) Ritratti. Tiziano, Tintoretto e artisti veneti del XXI secolo, Barchessa di Villa Giovannina (Treviso), fino al 26 dicembre 2017
9) Pop Art: Perché Roma?, Museo Civico di Asolo (Treviso), fino al 2 aprile 2018
10) I Capolavori Dei Concordi A Palazzo Roncale, Palazzo Roncale (Rovigo), fino al 21 gennaio 2018

Cosa fare il primo weekend del 2018?

Ecco le 10 migliori mostre in Veneto!

Tra tutte le attività presenti sul territorio veneto nei primi giorni del 2018, ci sono anche le mostre d'arte. Ma quali sono le migliori? Quali si meritano davvero il nostro tempo e il nostro denaro? Per aiutarvi in questa scelta, abbiamo deciso di creare la classifica delle migliori mostre da visitare per iniziare al meglio il nuovo anno. Il sito web di Còlere contiene tutte le mostre d'arte del Veneto valutate attraverso un algoritmo. È proprio grazie a quest'ultimo che abbiamo creato la nostra Top 10. Come? L'algoritmo si basa su 75 criteri che descrivono la qualità di ogni evento considerando, ad esempio, l'importanza degli artisti, la curatela, il contesto, i trasporti, l'ingresso. Il software assegna un punteggio a ogni criterio e, infine, ne stabilisce uno complessivo. In questo modo ogni evento ha una valutazione e può essere confrontato con gli altri, per capire quali sono i migliori. Ecco, quindi, la nostra Top 10:

1. Porto Marghera 100, Palazzo Ducale (Venezia), fino al 28 gennaio 2018

Fondazione Musei Civici Venezia, in collaborazione con il Comune di Venezia, presenta nei suggestivi ambienti dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, una grande esposizione che racconta la nascita e lo sviluppo di Porto Marghera, uno dei più importanti poli produttivi e commerciali d’Europa. Continua a leggere...

 

2. Picasso sulla spiaggia, Collezione Peggy Guggenheim (Venezia), fino al 7 gennaio 2018

The Peggy Guggenheim Collection presenta, negli spazi espositivi delle Project Rooms, la mostra-dossier su Picasso a cura di Luca Massimo Barbero. Le “Project Rooms” sono due nuove sale destinate ad accogliere progetti espositivi finalizzati ad approfondire il lavoro di un artista, o specifiche tematiche legate alla produzione artistica di un determinato interprete del XX secolo. Continua a leggere...

 

3. Canova, Hayez, Cicognara. L'ultima gloria di Venezia, Gallerie dell’Accademia (Venezia), fino al 2 aprile 2018

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia presentano questa mostra proprio nell’anno delle celebrazioni per il bicentenario dell’apertura del museo. L’esposizione, curata da Paola Marini, Fernando Mazzocca e Roberto De Feo, costituisce l’occasione per onorare un momento speciale della storia artistica della città, rievocando quella stagione di rilancio culturale iniziata nel 1815. Continua a leggere...

 

4. Secessioni Europee - L'onda della modernità, Palazzo Rovella (Rovigo), fino al 21 gennaio 2018

"A ogni Epoca la sua Arte, a ogni Arte la sua Libertà". Sono le parole che accoglievano il visitatore all’ingresso del Palazzo della Secessione viennese ideato, come un tempio, dall’architetto Joseph Maria Olbrich e destinato alle esposizioni d’arte. Continua a leggere...

 

5. Van Gogh. Tra il grano e il cielo, Basilica Palladiana (Vicenza), fino all'8 aprile 2018

Grazie all’apporto fondamentale del Kröller-Müller Museum in Olanda, la mostra presenta eccezionalmente un numero altissimo di opere del pittore olandese: 43 dipinti e 86 disegni. L’esposizione ricostruisce con precisione l’intera vicenda biografica, ponendo innanzitutto l’accento sui decisivi anni olandesi. Continua a leggere...

 

6. Rivoluzione Galileo. L'Arte Incontra La Scienza, Palazzo del Monte di Pietà Nuovo (Padova), fino al 18 marzo

La parola che dà il titolo a questa mostra può riferirsi sia alla “rotazione di un corpo celeste attorno a un altro corpo” che a “un ribaltamento profondo e radicale di un sistema”, eppure entrambi i significati si adattano perfettamente alla figura di Galileo. L’uomo e Dio, la Terra e il cielo: dopo di lui, niente fu più come prima. Genio multiforme e poliedrico, è impossibile raccontare la sua vita da un solo punto di vista. Continua a leggere...

 

7. Botero, Palazzo Emilei Forti (Verona), fino al 25 febbraio 2018

Oltre 50 opere di grandi dimensioni per ripercorrere la carriera di Fernando Botero. I suoi corpi smisurati, le atmosfere fiabesche e fantastiche dell’America Latina, l’esuberanza delle forme e dei colori si dipanano in una esposizione che tocca tutti i temi cari all’artista, un uomo apolide ma legato alla cultura della sua terra, la cui pittura non è classificabile in nessun genere, pur essendo figurativa e richiamandosi alla classicità. Continua a leggere...

 

8. Ritratti. Tiziano, Tintoretto e artisti veneti del XXI secolo, Barchessa di Villa Giovannina (Treviso), fino al 7 gennaio 2018

La mostra esplora uno dei generi più diffusi nella storia dell’arte: il ritratto. Lo fa attraverso le opere di alcuni maestri del Rinascimento Veneto, come Tiziano, Tintoretto, Paris Bordon, Jacopo Bassano e Cesare Vecellio, e di artisti contemporanei. Continua a leggere...

 

9. Pop Art: Perché Roma?, Museo Civico di Asolo (Treviso), fino al 2 aprile 2018

Il percorso espositivo si articola attraverso le opere di Mario Schifano, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Renato Mambor e di tutti gli altri protagonisti della Scuola di piazza del Popolo, offrendo la panoramica di una generazione di artisti che raccontava il cambiamento di un’epoca. Continua a leggere...

 

10. I Capolavori Dei Concordi A Palazzo Roncale, Palazzo Roncale (Rovigo), fino al 21 gennaio 2018

Dal gotico a Bellini, dai Fiamminghi al Cinquecento veneto, dalla pittura di paesaggio ai pitocchi, arrivando ai ritratti e ai pittori della Venezia del Seicento: la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo è una raccolta unica e affascinante che permette di compiere un viaggio artistico che va dal XV al XVIII secolo.

#BlueMonday: 5 opere d’arte ci mostrano com’è bella la tristezza

Nel 2005 è stato istituito il #BlueMonday, ossia il giorno più triste dell'anno. Da allora ogni terzo lunedì di gennaio ci armiamo di sorrisi e buon umore per impedire alla tristezza di prevalere sul nostro stato d'animo. Ma perché siamo così impegnati a combatterla e non ci soffermiamo a osservare la sua bellezza? D'altronde senza la tristezza non ci sarebbe nemmeno la felicità... Ecco perché abbiamo deciso di celebrare quest'emozione, stilando la lista delle 5 migliori opere d’arte che dimostrano come tristezza, desolazione e dolore siano capaci di esprimere un incredibile fascino.

Johann Heinrich Füssli, Silenzio, 1799-1800, Olio su tela, Kunsthaus Zürich (Zurigo)

Grandi contrasti tra luci e ombre e una figura umana chiusa in sé stessa. Così Füssli rappresenta il silenzio, una sensazione che, osservando il dipinto, ci pervade completamente trasmettendoci un forte senso di solitudine. Ma non è l'unica emozione che si prova davanti a questo quadro. C'è anche un forte sentore di mistero: chi è quella figura umana curva nel suo dolore? È davvero "umana"? O è semplicemente una proiezione metaforica del pittore? Perché è proprio questa la sensazione: quel corpo non è altro che un involucro costruito per spiegare visivamente emozioni astratte come il silenzio e la solitudine. Il gioco di contrasto tra luce e buio, va a rappresentare la classica dicotomia tra bene e male. La luce è ciò che conosciamo, la sicurezza, la chiarezza. Il buio, al contrario, è il mistero, l’insicurezza, l’oscurità. Nel sentimento di silenzio e solitudine sono presenti entrambi gli elementi.

Edgar Degas, L'Assenzio, 1875-1876, Olio su tela, Musée d'Orsay (Parigi)

La figura femminile in questo dipinto sembra essersi appena resa conto di dover affrontare una dura settimana lavorativa. Sta lì, da sola, a contemplare il vuoto, dopo una notte quasi insonne, con l'espressione desolata di chi è consapevole di ciò che l'aspetta... Chiaramente Degas aveva ben altro in testa quando ha creato quest'opera. Il dipinto vuole trasmettere un fortissimo senso di apatia e disinteresse dovuto a un aspetto oscuro dell’epoca: l'uso smodato dell'alcool, in particolare dell'assenzio. I due personaggi sono seduti insieme a un tavolo, probabilmente si conoscono ma danno l’impressione di essere focalizzati sui propri pensieri negativi che li fanno concentrare su sé stessi e li isolano dalla situazione che stanno vivendo. Dal punto di vista stilistico, la negatività potrebbe essere rappresentata dalle due ombre dietro i protagonisti, che ricalcano le loro forme e mostrano l’oscurità dietro la loro condizione.

John Everett Millais, Ophelia, 1851-1852, Olio su tela, Tate Gallery (Londra)

Nel celebre dipinto di Millais notiamo la presenza di elementi del tutto contrastanti. C'è una vegetazione ricca, ci sono fiori colorati e dell'acqua che scorre nel letto di un fiume. Ma al centro della scena si trova una donna che galleggia, immobile, con lo sguardo fisso, assente e profondamente triste. Pare quasi in lotta con una pesante depressione che le sta assorbendo le energie. Pare quasi morta. Ciò che sorprende di quest'opera è che, nonostante la situazione sia del tutto straziante, la donna e la natura che la circondano sono di una bellezza mozzafiato. Ophelia ha forme delicate, un viso che esprime allo stesso tempo grazia e severità, delle vesti eleganti e pure. La natura è in parte rude e affascinante e racchiude la scena come fosse una cornice.

Van Gogh, Dolore, 1882, Gesso nero, The New Art Gallery (Walsall, Inghilterra)

“Come può esserci sulla terra una donna sola, abbandonata?”. È la traduzione dell'iscrizione in francese presente nella parte inferiore di questo disegno di Van Gogh. La protagonista dell'opera è Clasina Maria Hoornik, donna che viveva in povertà, si prostituiva e dipendeva da alcool e droga. Per un periodo è stata musa del pittore, il quale provava per lei grande affetto, motivo per cui ha sentito il bisogno di aiutarla nella sua lotta contro quelle dipendenze che le corrodevano l'anima. Questo disegno rappresenta la donna in un suo momento di crisi, in cui piangeva nuda, incinta e raccolta in sé stessa. La natura che la circonda è quasi morta e aggrava l'atmosfera del momento. Ma per quanto quest'opera sia intrisa di dolore e sofferenza è anche piena d'amore. In primo piano si intravedono dei fiori, elemento solitamente associato alla redenzione. Questi accennano al fatto che, nel momento in cui Van Gogh ha catturato quell'istante, sperava in un cambiamento positivo e radicale nella vita della donna che – probabilmente – amava.

Johann Heinrich Füssli, Incubo, 1791, Olio su tela, Goethe Museum (Francoforte)

Di nuovo Füssli, di nuovo atmosfere cupe e inquietanti. In questo caso l'ambientazione sembra creata a tavolino: molti elementi, la maggior parte dei quali oscuri e allo stesso tempo curiosi che incutono timore ma trasmettono anche una certa attrazione verso l'ignoto, il misterioso. Una donna è distesa su un letto, in una posizione scomposta che fa trasparire molta sofferenza. Ma da cos'è provocato tutto questo dolore? Dal titolo del dipinto possiamo dire con certezza che la donna è in preda a un terribile incubo, rappresentato proprio dai due elementi più inquietanti del quadro: il mostro seduto sopra di lei e la cavalla dietro la tenda. Sembra che questi ultimi si stiano dedicando completamente alla giovane dormiente, cercando di infliggerle più sofferenza possibile, quasi come fossero due sadici che cercano di soddisfare le proprie pulsioni violente.
 
 
Attribuzioni delle immagini
1. Nome dell'autore: Johann Heinrich Füssli e Web Gallery of ArtTitolo dell'immagine: Johann Heinrich Füssli - Silence - WGA08336.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Johann_Heinrich_F%C3%BCssli_-_Silence_-_WGA08336.jpg Indicazione della licenza: Pubblico dominio
2. Nome dell'autore: Edgar Degas e Google Art ProjectTitolo dell'immagine: Edgar Degas - In a Café - Google Art Project 2.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Edgar_Degas_-_In_a_Caf%C3%A9_-_Google_Art_Project_2.jpg Indicazione della licenza: Pubblico dominio
3. Nome dell'autore: John Everett Millais e Google Cultural InstituteTitolo dell'immagine: John Everett Millais - Ophelia - Google Art Project.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:John_Everett_Millais_-_Ophelia_-_Google_Art_Project.jpgIndicazione della licenza: Pubblico dominio
4. Nome dell'autore: Vincent Van Gogh e De Haagse School en de jonge Van Gogh Titolo dell'immagine: Vincent van Gogh - Sorrow.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Vincent_van_Gogh_-_Sorrow.jpg Indicazione della licenza: Pubblico dominio
5. Nome dell'autore: John Henry Fuseli e wartburg.eduTitolo dell'immagine: John Henry Fuseli - The Nightmare.JPGLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:John_Henry_Fuseli_-_The_Nightmare.JPGIndicazione della licenza: Pubblico dominio

#domenicalmuseo: ecco le migliori mostre gratis del 4 febbraio!

Ogni prima domenica del mese tutti i musei e le aree archeologiche statali sono a ingresso gratuito. L'iniziativa si chiama #domenicalmuseo ed è promossa dal MiBACT con lo scopo di far scoprire ai cittadini e ai turisti il patrimonio culturale nazionale. Domani, senza dover pagare alcun biglietto, potrete trascorrere ore nelle sale del vostro museo preferito o potrete finalmente visitare quella mostra che vi incuriosisce da un po'... Se, però, non avete un'idea precisa di dove andare, noi vi consigliamo le migliori mostre d'arte del Veneto che aderiscono all'iniziativa. Abbiamo creato questa classifica grazie al nostro algoritmo basato su 75 criteri che descrivono la qualità di ogni evento, considerando l'importanza degli artisti, la curatela, il contesto, i trasporti e l'ingresso. Il software assegna un punteggio a ogni criterio e, infine, ne stabilisce uno complessivo. In questo modo ogni evento ha una valutazione e può essere confrontato con gli altri, per capire quali sono i migliori.

1. Canova, Hayez, Cicognara. L'ultima gloria di Venezia, Gallerie dell’Accademia (Venezia)

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia presentano questa mostra proprio nell’anno delle celebrazioni per il bicentenario dell’apertura del museo. L’esposizione, curata da Paola Marini, Fernando Mazzocca e Roberto De Feo, costituisce l’occasione per onorare un momento speciale della storia artistica della città, rievocando quella stagione di rilancio culturale iniziata nel 1815. Continua a leggere...

2. Memoria e progetto. Guido Strazza per Ca' d'Oro, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro (Venezia)

La Ca’ d’Oro propone un prestigioso omaggio a Guido Strazza per i suoi imminenti 95 anni. Lo fa in occasione della donazione dell’artista romano – da sempre “veneziano di adozione” – a favore della Galleria Giorgio Franchetti. La dono di Strazza comprende un nucleo di quasi 50 opere: 12 dipinti e 36 opere grafiche. Continua a leggere...

3. Grisha Bruskin. Icone sovietiche, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (Vicenza)

La mostra si impernia su due grandi dipinti di Grisha Bruskin (Mosca, 1945), un dittico intitolato Fundamental’nyj Leksikon (Lessico Fondamentale). Un capolavoro che non è mai stato esposto nella sua interezza, nemmeno in Russia. Le due tele presentano ognuna 128 personaggi, 256 figure per l’intera opera.

San Valentino nell'arte: le 10 opere più romantiche di sempre

Antonio Canova, Marina Abramovich, Gustav Klimt... molti grandi artisti hanno, almeno una volta, consacrato l’amore attraverso le loro opere. In questa giornata dedicata agli innamorati, vogliamo celebrare questo bellissimo sentimento raccontandovi i capolavori dell’arte che colgono al meglio le varie sfumature dell’amore. Abbiamo selezionato 10 opere mozzafiato che spaziano per genere e periodo artistico. Difficile, se non impossibile, stabilire una classifica: sono tutte meravigliose e dietro ognuna ci sono storie da raccontare. Di seguito potete scoprirle...

Egon Schiele, L’abbraccio, 1917, olio su tela, Galleria austriaca del Belvedere (Vienna)

Conoscere il contesto di questo dipinto è fondamentale per capirne appieno l'essenza. È la prima guerra mondiale, per le strade c'è confusione e paura, le persone si rifugiano nelle case e da lì sentono i rumori delle bombe. Questa coppia di amanti si gusta i momenti successivi a un atto d'amore appena consumato. Lei si aggrappa a lui come se fosse un porto sicuro in cui trovare protezione; lui si tuffa tra i lunghi capelli di lei in cerca di consolazione. Dentro quella stanza c'è molto amore. Fuori, invece, la guerra. Il loro abbraccio si trasforma in un gesto di disperato attaccamento alla vita.

Antonio Canova, Amore e Psiche, 1800 - 1805, marmo bianco, Ermitage (San Pietroburgo)

Questa rappresentazione di Amore e Psiche di Canova è meno conosciuta rispetto alla versione custodita al Louvre, ma è costituita da un elemento metaforico notevole: la farfalla. Le due figure sono vicine, raccolte in un semi abbraccio. Amore appoggia la testa su Psiche e quest'ultima, con aria sognante, dona a lui una farfalla, simbolo della sua anima. Lei consegna a lui una parte di sé stessa e questo è un grande atto di amore e coraggio. Al di là del significato, quest’opera è incredibilmente bella e ha la capacità di irradiare amore fin dal primo sguardo, senza aver bisogno di essere spiegata.

Amedeo Modigliani, Ritratto frontale di Jeanne Hébuterne, 1919, olio su tela, collezione privata

« Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi » Modigliani creava ritratti, ma aveva una particolarità: fino a che non conosceva bene il soggetto dell'opera, non dipingeva i suoi occhi. La maggior parte dei suoi lavori sono, da un certo punto di vista, terrificanti: persone dagli occhi vuoti, bianchi, che non esprimono vita. Quest'opera rappresenta Jeanne, la donna di cui Modigliani si innamora perdutamente, la donna della sua vita. Esistono suoi ritratti precedenti a questo momento, ritratti in cui lei è una delle tante, senza occhi, senza vita. Ma poi, l'amore si manifesta e lui riesce a creare un capolavoro come questo, dove gli occhi di lei esprimono tutta la passione che fino ad allora non c'era mai stata.

Marina Abramovich & Ulay, Rest Energy, 1980, peformance, Netherlands Media Art Institute (Amsterdam)

Marina Abramovich e Ulay sono stati per anni innamorati e hanno formato una coppia di performer particolarmente in voga negli ultimi decenni del Novecento. Nel 1980 hanno fatto questa performance che rimarrà nella storia per la sua audacia. Si sono posizionati in una stanza bianca e vuota, l’uno davanti all'altra. Tra loro una arco e una freccia: lei si teneva sull'arco e lui tirava il suo filo. La freccia era puntata dritta verso il cuore di lei. Sono stati in questa posizione per 4 lunghissimi minuti. Il senso dell'opera voleva andare ad indagare la totale fiducia che si crea in una relazione profonda tra esseri umani.

Marc Chagall, La passeggiata, 1917-1918, olio su tela, Museo di Stato Russo (San Pietroburgo)

La bellezza delle piccole cose. In questo dipinto sono raffigurati Chagall e la moglie durante uno di quei momenti semplici ma pieni d'amore: un picnic in una giornata soleggiata, bevendo vino e gustandosi le piccole gioie della vita. Questi elementi essenziali sono in contrasto con la posizione della donna, che fluttua nell'aria tirando a sé il suo uomo, che sta per staccare i piedi da terra. Il volo dei due innamorati si inserisce nell'opera come simbolo che l'amore va ben oltre i limiti imposti dalla natura.

Lorenzo Quinn, During Love

Le mani che si incontrano sono sempre state un simbolo dell'amore. La serie Love creata da Lorenzo Quinn rappresenta proprio questo soggetto in diverse posizioni che rimandano a differenti fasi dell'amore, dal colpo di fulmine all'amore eterno (per vedere la serie completa clicca qui). Questa scultura parla proprio di quest'ultimo concetto: l'eternità, il “per sempre”. Le due mani si intrecciano così bene che si fa fatica a riconoscere il confine dell'una dall'altra, sembrano quasi fuse. Le dita si aggrappano e si tengono con forza esprimendo sostegno e cura.

Gustav Klimt, L’abbraccio, 1905-1909, tecnica mista su carta, Museo austriaco delle arti applicate (Vienna)

I protagonisti dell'opera sono due amanti che si stringono in un abbraccio carico di significato. Il volto di lei è l'unico a vedersi chiaramente ed esprime abbandono e sicurezza. Sembra che si siano rincontrati dopo un lungo periodo e abbiano bisogno di dimostrare l'un l'altro l'amore che provano. Lui è curvo su di lei, la tiene stretta come se volesse proteggerla ma allo stesso tempo accoglierla nella sua vita. La diversità delle vesti è un intento di Klimt di descrivere le differenze tra uomo e donna, differenze che nonostante tutto si fondono perfettamente.

Banksy, 2002, murale, Londra

Banksy è conosciuto per essere uno degli artisti più controversi degli ultimi decenni. Non si è mai visto in faccia, le sue opere sono dipinte sui muri delle città e quando compaiono si attiva una vera e propria caccia all'uomo che mobilita centinaia di fan della sua arte. Non c'è da dargli torto: il fascino che emanano le sue opere è impressionante. Questa, la bambina con il palloncino, è forse una delle più famose e ricche di significato. Il palloncino è l'unico elemento colorato e rappresenta i sogni, l'amore, le passioni. La bambina è ognuno di noi: è consapevole che sarà difficile raggiungere l'amore ma continua a cercarlo e non smette mai di provarci.

Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca, 1917, olio su tela, Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma)

In questo dipinto De Chirico descrive una scena tratta dall'Iliade: l'ultimo abbraccio tra Ettore e la sua amata Andromaca appena prima che lui affronti Achille. La bellezza di quest'opera sta nel fatto che, nonostante i due protagonisti siano dei manichini senza volto ed espressione, sono capaci di esprimere una fortissima sensazione di amore l'uno per l'altra. Si percepisce la passione, si sente la disperazione di un addio e si riesce a toccare il calore del loro ultimo abbraccio, anche se entrambi non hanno le braccia.

Camille Claudel, La Valse, 1889-1905, bronzo, Museo Rodin (Parigi)

Questa scultura ritrae due ballerini di valzer che stanno danzando nudi e che si intrecciano amorevolmente nella loro passione. Da qualsiasi punto di vista si guardi l'opera, non si riesce a capire come i due ballerini riescano a stare in piedi, dato che sono completamente fusi l'uno con l'altra. E sta proprio qui l'intento significativo dell'artista. Camille è stata per anni musa e amante di Rodin. La loro relazione era molto passionale e aveva provocato in lei un senso di alienazione. In questa scultura i soggetti sono proprio loro due che giungono a un punto di rottura in cui lei perde completamente l'equilibrio.
 
 
Attribuzioni delle immagini

1. Nome dell'autore: Egon Schiele e The Yorck Project 
Titolo dell'immagine: Egon Schiele 016.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Egon_Schiele_016.jpg
Indicazione della licenza: Pubblico dominio
2. Link all'immagine: http://www.italianways.com/amore-e-psiche-di-canova-allermitage/
3. Nome dell'autore:Amedeo Modigliani e en:Image:HebuterneModigliani.jpg 
Titolo dell'immagine: HebuterneModigliani.jpg
Link all'immagine:https://commons.wikimedia.org/wiki/File:HebuterneModigliani.jpg
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4. Link all'immagine:https://giphy.com/gifs/HsP07CISLWKoo?utm_source=iframe&utm_medium=embed&utm_campaign=Embeds&utm_term=https%3A%2F%2Fstaticxx.facebook.com%2Fcommon%2Freferer_frame.php
Source: https://imgur.com/gallery/jvMdfSl
5. Link all'immagine: https://www.wikiart.org/en/marc-chagall/the-promenade-1918
Indicazione della licenza: Pubblico dominio
6. Link all'immagine: https://www.lorenzoquinn.com/portfolio-items/during-love-aluminium/
7. Nome dell'autore: Gustav Klimt e The Yorck Project
Titolo dell'immagine: Gustav Klimt 031.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Gustav_Klimt_031.jpgIndicazione della licenza: Pubblico dominio
8. Link all'immagine: https://www.wikiart.org/en/banksy/girl-with-balloon
Indicazioni della licenza: Fair use
9. Link all'immagine: http://www.vallery.it/2011/10/05/giorgio-de-chirico-ettore-e-andromaca/
10. Link all'immagine: https://boutique.musee-rodin.fr/en/sculpture-reproductions/373-the-waltz-camille-claudel.html

M’illumino di Meno: il buio nell’arte per la giornata del risparmio energetico

Nel 2005 la trasmissione radiofonica Caterpillar Radio2 ha lanciato M’illumino di Meno, un’iniziativa simbolica finalizzata alla sensibilizzazione per il risparmio energetico. Durante questa giornata in tutta Italia vengono organizzati eventi che coinvolgono le persone in attività rispettose dell’ambiente, come andare al lavoro in bicicletta invece che in auto o usare solo la luce naturale per illuminare le stanze... Dalla sua prima edizione sono passati tredici anni e, ancora oggi, si continua a celebrare questa importante iniziativa. Anche noi vogliamo contribuire, quindi abbiamo deciso di spegnere la luce: vi raccontiamo il fascino e l’inquietudine del buio attraverso le più incantevoli opere d’arte di artisti che si sono lasciati attrarre dall’elemento dell’oscurità.

Giorgione, Tempesta, 1505, olio su tela, Gallerie dell'Accademia di Venezia (Venezia)

Guardando questo dipinto viene da chiedersi perché sia stato scelto come primo esempio di opera d’arte che utilizza l’elemento del buio. Apparentemente il capolavoro di Giorgione non sembra un notturno, anzi è per la maggior parte illuminato dalla luce del giorno. Studiando la sua storia, però, si scopre che Tempesta è una delle primissime rappresentazioni del buio, un tentativo di raffigurazione dell’oscurità quando ancora non si sapeva come trattare la notte nei dipinti.

Vincent Van Gogh, Notte stellata sul Rodano, 1888, olio su tela, Musée d'Orsay (Parigi)

Nel 1888 Van Gogh si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia, insieme all’amico e collega Gauguin: volevano fondare un nuovo centro artistico in questa città, per poi espanderlo in tutta la nazione. Notte stellata sul Rodano nasce proprio in quel periodo di sogni e speranze, durante una passeggiata serale del pittore. Il buio, in questo caso, è l’elemento che contribuisce a rendere emozionante il dipinto e dona a chi lo osserva un senso di fascino e meraviglia. L’oscurità del cielo che si fonde con quella dell’acqua, i riflessi delle luci del porto, le stelle che brillano... Siamo pronti a scommettere che quando Van Gogh ha dipinto questo paesaggio fosse commosso da così tanta bellezza. Noi, 130 anni più tardi, lo siamo ancora.

Arnold Böcklin, L’isola dei morti, 1880, olio su tela, Kunstmuseum Basel (Basilea)

In questo dipinto il buio è utilizzato per rendere la situazione ancora più tetra e desolante. Una figura completamente bianca (così strana da chiedersi se sia umana) raggiunge un’isola rocciosa a bordo di una barca; di fronte a lei una bara decorata con ornamenti funerei. La scena raffigura il viaggio di una persona deceduta verso l’isola dei morti, luogo in cui trascorrerà la sua esistenza post mortem. Anche qui il buio del cielo e dell’acqua si fondono, ma al contrario del dipinto di Van Gogh, danno una sensazione di inquietudine derivata probabilmente dalla totale assenza di movimento.

Pablo Picasso, Nudo blu, 1902, olio su tela

Picasso dipinge quest’opera a seguito della morte di un caro amico. Il suo intento era di esprimere sensazioni forti come la mancanza e la malinconia che confluiscono verso la volontà di trovare conforto. Ci riesce perfettamente. La protagonista del dipinto è una donna nuda, abbandonata nel buio di uno spazio indefinito; è seduta e abbraccia le sue ginocchia. Si capisce che ha sofferto, ma nel suo atto di cura verso sé stessa si percepisce la volontà di trovare pace. Il buio contribuisce a rendere la scena dolorosa, ma allo stesso tempo affascinante.

Rembrandt, Bue macellato, 1655, olio su tavola, Musée du Louvre (Parigi)

Considerata una delle opere d’arte più inquietanti di sempre, Bue macellato deve la sua nomea alla massiccia presenza di buio e al gioco di luci e ombre che si alternano nel dipinto. La carcassa del bue è in primo piano ed è illuminata da una luce molto forte. Non è questo, però, l’elemento più macabro del dipinto. Se si sposta l’attenzione nelle zone d’ombra, infatti, si è pervasi da un senso di mistero e angoscia che raggiunge i livelli massimi alla scoperta della donna e del suo sguardo terrorizzato.
 
 
Attribuzioni delle immagini
1. Nome dell'autore: Giorgione e Web Gallery of Art 
Titolo dell'immagine: Giorgione, the tempest 01.jpg
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2.  Nome dell'autore: Vincent van Gogh e uQE3XORhSK37Dw at Google Cultural Institute Titolo dell'immagine: Vincent van Gogh - Starry Night - Google Art Project.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Vincent_van_Gogh_-_Starry_Night_-_Google_Art_Project.jpgIndicazione della licenza: Pubblico dominio
3. Nome dell'autore: Arnold Böcklin e Kunstmuseum Basel, online collection Titolo dell'immagine: Arnold Böcklin - Die Toteninsel I (Basel, Kunstmuseum).jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Arnold_B%C3%B6cklin_-_Die_Toteninsel_I_(Basel,_Kunstmuseum).jpgIndicazione della licenza: Pubblico dominio
4. Link all'immagine: https://www.pablopicasso.org/images/paintings/blue-nude.jpg
5. Nome dell'autore: Rembrandt e The Yorck Project Titolo dell'immagine: Rembrandt Harmensz. van Rijn 053.jpgLink all'immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Rembrandt_Harmensz._van_Rijn_053.jpgIndicazione della licenza: Pubblico dominio

L’Oscar per la Migliore Mostra d’Arte va a...

Domenica notte a Los Angeles si svolgerà la cerimonia degli Oscar: il riconoscimento cinematografico più importante dell’anno, in cui i migliori film del 2017 riceveranno l’ambita statuetta d’oro. Noi abbiamo approfittato di questo evento mondiale per premiare le migliori mostre d’arte in Veneto, a Bologna, Ferrara, Trieste e Udine. Come avviene per gli Oscar abbiamo diviso i riconoscimenti in categorie, così da considerare i diversi aspetti dell’esperienza di visita di un’esposizione. Le categorie che abbiamo scelto corrispondono ai tre punteggi parziali che compongono il punteggio complessivo di ogni mostra nel nostro sito: Migliori Artisti (notorietà e rilevanza degli artisti in mostra), Migliore Curatela e Contesto (notorietà e rilevanza dei curatori e qualità del luogo), Migliori Trasporti e Biglietti (vicinanza del parcheggio, disponibilità dei mezzi pubblici, riduzioni sul biglietto d’ingresso). Infine abbiamo voluto premiare quell’esposizione che si è dimostrata superiore alle altre in tutte queste categorie con l’Oscar alla Migliore Mostra.

Migliori Artisti

Attorno al vetro e il suo riflesso nella pittura, Centro Culturale Candiani (Mestre - VE)

Inizialmente il vetro, in tutte le sue declinazioni artistiche, era presente nel contesto pittorico per contribuire alla contestualizzazione narrativa. Un ruolo a volte didascalico, a volte simbolico, ma pur sempre scontato perché riconducibile a una quotidianità funzionale che veniva sottolineata formalmente solo attraverso la valorizzazione delle trasparenze. Continua a leggere...

Migliore Curatela e Contesto

In Between - Dialoghi di luce, CUBO Centro Unipol BOlogna (Bologna)

In Between - Dialoghi di luce è un progetto che valorizza la relazione e il confronto tra Paolo Scheggi, protagonista della nuova avanguardia degli anni Sessanta, Joanie Lemercier, artista di nuova generazione che opera nell’ambito delle nuove tecnologie, e fuse*, studio artistico di riferimento per le arti multimediali. Continua a leggere...

Migliori Trasporti e Biglietti

Bellini/Mantegna. Capolavori a confronto, Fondazione Querini Stampalia Venezia (Venezia)

Affascinante, per un profano, cercare le differenze tra le due “Presentazioni di Gesù al Tempio” eccezionalmente affiancate nella mostra proposta dalla Fondazione Querini Stampalia a cura di Brigit Blass-Simmen, Neville Rowley, Giovanni Carlo Federico Villa, con allestimento di Mario Botta. Due capolavori della storia universale dell’arte, l’uno di mano di Giovanni Bellini, l'altro di Andrea Mantegna. Continua a leggere...

E l’Oscar per la Migliore Mostra va a...

Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni, Palazzo dei Diamanti (Ferrara)

All’alba della modernità, quando scienziati e letterati facevano a gara per sondare la psiche umana, alcuni artisti inquieti e visionari sperimentarono linguaggi visivi inediti, capaci di schiudere i regni dell’immaginazione e del sogno e far risuonare la voce degli stati d’animo. Continua a leggere...

Come abbiamo premiato queste mostre?

L’abbiamo fatto con il nostro algoritmo basato su 75 criteri che descrivono la qualità di ogni evento, considerando l'importanza degli artisti, la curatela, il contesto, i trasporti e l'ingresso. Il software assegna un punteggio a ogni criterio e, infine, ne stabilisce uno complessivo. In questo modo ogni evento ha una valutazione e può essere confrontato con gli altri, per capire qual è il migliore.

Donne nell’arte: le 5 artiste più toste della Storia

L’8 marzo è la Giornata Internazionale della Donna. Nata negli Stati Uniti nel 1909, questa ricorrenza si pone l’obiettivo di ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche del genere femminile e porre l’attenzione sulle discriminazioni e violenze che molte donne subiscono ancora oggi. Nell’ambito artistico ci sono state - e ci sono tuttora - figure femminili allo stesso tempo forti e sensibili, gentili e coraggiose che hanno creato opere straordinarie, dimostrando come l’arte non sia mestiere per soli uomini. Approfittiamo di questa giornata per ricordarle e celebrarle: ecco quelle che secondo noi sono le artiste più toste della storia.

Artemisia Gentileschi (1593 - 1654)

Artemisia Gentileschi si appassiona fin da bambina al lavoro di suo padre Orazio, un pittore caravaggesco. Affascinata dall’uso dei pennelli, inizia a utilizzarli per completare alcuni dipinti del padre e per comporne di suoi, dimostrando un incredibile talento. Nel Seicento, però, la pittura era considerata una pratica esclusivamente maschile, tanto che Artemisia viene più volte ostacolata nel suo tentativo di diventare un’artista e viene denigrata dagli esperti di settore - tutti uomini - che la invitano a lasciar perdere e ad occuparsi di faccende domestiche. Lei è inarrestabile, perciò si trasferisce da Agostino Tassi, pittore che avrebbe dovuto aiutarla a crescere professionalmente. Le cose vanno in tutt’altra direzione: lui se ne innamora e, all’ennesimo rifiuto di lei, la violenta. Si apre in questo modo uno dei primi processi per stupro, che avrà esito positivo (per lei), ma purtroppo solo sulla carta. Artemisia, dopo questo spiacevole accaduto, non si perde d’animo e si sposta a Firenze, continua a dipingere e diventa una grande artista.

Frida Kahlo (1907-1954)

Lei non ha certo bisogno di presentazioni. Pittrice, rivoluzionaria e anticonformista, è l’artista donna per antonomasia, una persona che non ha avuto una vita facile e che ha trovato conforto ed espressione di sé stessa proprio nell’arte. Il punto di rottura coincide con un grave incidente stradale che le provoca danni importanti e che la costringe ad affrontare 32 operazioni. In questi anni è costretta al riposo assoluto: passa le giornate distesa a letto, a leggere libri sul partito comunista e a dipingere. I genitori le regalano dei colori e uno specchio che viene sistemato sul soffitto, in modo che potesse vedersi. Questo regalo determina la svolta della sua carriera artistica: inizia a dedicarsi esclusivamente ai ritratti di sé stessa. Sviluppa un rapporto quasi ossessivo con il suo corpo martoriato e fa una cosa che che nessuno aveva fatto prima: rappresenta il corpo femminile senza distorsioni dovute allo sguardo maschile, ne coglie la realtà, descrivendone i difetti e le imperfezioni.

Yoko Ono (1933)

Nata in Giappone e trasferitasi pochi anni dopo negli Stati Uniti, Yoko Ono si avvicina fin da ragazza agli ambienti bohémienne; si circonda di artisti, poeti, musicisti ed è alla costante ricerca di quella libertà che per anni aveva sperato per sé stessa. È uno dei primi membri di Fluxus, un’associazione di artisti d’avanguardia, grazie alla quale scopre l'arte concettuale e le performance, forme artistiche che apprezza profondamente e delle quali diventa precursore. Al centro delle sue opere ci sono sempre temi sociali quali le disuguaglianze, soprattutto quelle di genere. Molti dei suoi lavori, infatti, incarnano perfettamente le ribellioni femministe degli anni Sessanta; Cut Piece, ad esempio, in cui permette agli spettatori di ridurre a brandelli i suoi abiti o My Mummy Was Beautiful, in cui mostra il paradosso sociale per cui la donna viene mercificata ma si ha ancora paura di mostrare pubblicamente le sue parti più intime. Yoko Ono è pop e il suo merito è proprio quello di aver portato all’attenzione del grande pubblico temi importanti e forme d’arte innovative.

Marina Abramovic (1946)

Per parlare di lei bisogna sapere cosa significa performance artistica, quindi facciamo un breve inciso sull’argomento. Si tratta di una serie di azioni che l’artista compie e che prevedono un coinvolgimento profondo dello spettatore. Marina Abramovic è la regina assoluta della performance art, famosa per la sua audacia nello spingersi oltre. Le sue opere sconvolgono e spaventano proprio perché mostrano aspetti umani oscuri, inquietanti e perché giocano sul limite tra la vita e la morte. Esemplificativa è Rhythm 0, performance in cui Marina si è posizionata in una stanza in cui erano presenti vari oggetti (coltelli, lame, forbici, corde e una pistola), dichiarando che per sei ore avrebbe permesso a chiunque di fare qualsiasi cosa al suo corpo senza nessuna reazione. Ne è uscita con i vestiti strappati, tagli e sangue ovunque e alla fine della performance qualcuno le puntava addosso la pistola. Con lei questa forma artistica assume un significato profondo e diventa rivoluzionaria.

Anne-Karin Furunes (1961)

Anne-Karin Furunes è un’artista svedese contemporanea, che si sta affermando sulla scena internazionale grazie alla particolarità delle sue opere. Definirle dipinti è riduttivo; parlare di fotografie è inesatto. Ciò che fa è una selezione di fotografie che vengono poi riprodotte su grandi tele nere, grazie a migliaia di perforazioni da cui passano fasci di luce che illuminano o oscurano l’immagine definendone i tratti. Questa nuova pratica si avvicina molto alla scultura e ha una dimensione artigianale: con un’incredibile dose di pazienza e una cura maniacale per il dettaglio, l’artista si adopera a perforare le tele munita di chiodi e martello. Le fotografie che Anne-Karin vuole rappresentare sono di volti comuni, e i volti su cui le piace lavorare sono quelli delle donne. Probabilmente spera, attraverso la sua arte, di dare voce e attenzione a chi molto spesso non ne ha.
 
Attribuzioni delle immagini
1. Link all'immagine: http://nuovaccademiatuscolana.blogspot.it/2016/11/artemisia-gentileschi-in-mostra-roma.html
2. Link all'immagine: http://nothingbutthewax.com/en/lifestyle/how-frida-kahlo-is-inspiring-black-millennials/120/
3. Link all'immagine: https://wsimag.com/it/arte/9556-yoko-ono
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5. Link all'immagine: http://adressa.alda.no/bestillpluss?1&artRefId=12754582&aviskode=ADR&targetUrl=https%253A%252F%252Fwww.adressa.no%252F%253Fservice%253DpaywallRedirect%2526articleUrl%253Dhttps%253A%252F%252Fwww.adressa.no%252Fpluss%252Fkultur%252Farticle12754582.ece

NarrArte: l'arte si racconta

Còlere, start up culturale, organizza dialoghi con artisti, curatori e galleristi per scoprire con il pubblico la dimensione umana delle mostre d'arte.

Il 14 aprile presso la galleria A plus A di Venezia si svolgerà il primo appuntamento di NarrArte, una serie di eventi innovativi organizzati dalla start up culturale Còlere. L'obiettivo è coinvolgere i partecipanti nella scoperta della parte umana delle mostre d'arte: verranno approfonditi i retroscena e raccontati gli aneddoti riguardanti la creazione delle esposizioni.

Gli incontri saranno dialoghi con artisti, curatori e galleristi, in cui il pubblico verrà coinvolto nella costruzione dei significati delle opere in mostra e nelle loro possibili interpretazioni. La particolarità di NarrArte è proprio questa: i partecipanti non si limiteranno ad ascoltare passivamente, ma saranno protagonisti dialogando con gli altri ed esprimendo le proprie opinioni.

NarrArte è un appuntamento mensile che si svolge in musei, gallerie e spazi culturali in Veneto, a Bologna, Ferrara, Trieste e Udine. Al momento sono stati fissati due incontri:

  • 14 aprile, ore 18.00, alla galleria A plus A di Venezia;
  • 12 maggio, ore 18.00, alla Galleria Michela Rizzo di Venezia.

Il team di Còlere vuole organizzare altri eventi NarrArte e sta cercando spazi culturali disponibili a ospitarne uno. Chiunque fosse interessato può mandare una email a info@colere.eu.

Còlere (www.colere.eu) è la prima piattaforma web in Italia che valuta gli eventi culturali. Lo fa attraverso un algoritmo basato su 75 criteri che descrivono la qualità degli eventi presenti nel sito, considerando, ad esempio, l'importanza degli artisti, la curatela, il contesto, i trasporti e l'ingresso.

Pasqua e Pasquetta all’insegna dell’arte: le mostre aperte l’1 e il 2 aprile

Hai già programmato le tue vacanze pasquali? Se oltre ai pranzi con amici e parenti vuoi trascorrere qualche momento di qualità a contatto con l’arte, questo è l’articolo che fa per te! Di seguito abbiamo elencato alcune delle mostre d’arte presenti nel nostro sito, che saranno aperte al pubblico durante questa festività. La nostra lista non è una classifica, ma se vuoi scoprire quali sono le migliori esposizioni personalizzando la ricerca in base ai tuoi interessi, iscriviti a Còlere! Nella nostra piattaforma puoi trovare tutte le mostre d’arte in Veneto, a Bologna, Ferrara, Trieste e Udine, valutate in base all’importanza degli artisti, la qualità della curatela e del contesto, la raggiungibilità del museo o galleria e il prezzo del biglietto.

John Ruskin. Le Pietre Di Venezia, Palazzo Ducale (Venezia), aperta l’1 e il 2 aprile

John Ruskin “torna” a Venezia in una grande mostra. Per la prima volta in Italia, un evento internazionale punta i riflettori su Ruskin-artista e sul suo rapporto con la città lagunare. Cosa sarebbe il mito di Venezia senza John Ruskin, cantore della bellezza eterna della città, tanto più affascinante ed estrema perché colta nella sua decadenza? Continua a leggere...

Giappone. Storie d’amore e guerra, Palazzo Albergati (Bologna), aperta l’1 e il 2 aprile

Dal 24 marzo al 9 settembre 2018, Palazzo Albergati di Bologna ospita una grande mostra dedicata al Giappone classico. Attraverso una selezione di oltre 200 opere, il Mondo Fluttuante dell’ukiyo-e arriva per la prima volta a Bologna. Sarà un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’elegante e raffinata atmosfera del periodo Edo, l’odierna Tokyo. Continua a leggere...

Van Gogh Alive - The Experience, Gran Guardia (Verona), aperta l’1 e il 2 aprile (ultimo giorno)

Importantissima tappa a Verona della grande mostra internazionale multimediale Van Gogh Alive – The Experience, che celebra il grande pittore ritenuto a giusto titolo padre fondatore dell’arte moderna. Il percorso espositivo, studiato per gli ambienti del Piano Nobile del maestoso Palazzo della Gran Guardia, segue quello creativo del pittore, particolarmente tra il 1880 e il 1890. Continua a leggere...

The Wall Exhibition, Palazzo Belloni (Bologna), aperta l’1 e il 2 aprile

Dal 24 novembre 2017 al 6 maggio 2018, Palazzo Belloni ospita la mostra "The Wall". Un percorso espositivo che racconta il concetto di muro: da simbolo di incomunicabilità ed esclusione a protagonista di un'operazione culturale che apre a molteplici prospettive. La mostra è un invito a scoprire il muro psicologico, il muro pubblico, il muro funzionale, il muro sociale, il muro politico. Continua a leggere...

Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet, Museo di Santa Caterina (Trevsio), aperta solo il 2 aprile

Nel 1985, mentre stavo finendo di preparare la mia tesi di laurea in Storia della critica d’arte, tesi dedicata a Roberto Longhi e discussa all’Università Ca’ Foscari di Venezia, mi imbattei in un piccolo libro, appena uscito in traduzione italiana, scritto però nel 1902. Nel titolo, veniva indicato soltanto e semplicemente il cognome dell’artista cui era dedicato. (Marco Goldin)