Ambient Paintings

A Spiritual Dialogue with a Painting of Josef Albers

Punteggio complessivo

Importanza artisti

Curatela e contesto

Trasporti e ingresso

Immagine di  Ambient Paintings

Artisti Brian Eno, Josef Albers, Riccardo Guarneri

“Se pensi alla musica come a una forma in movimento, mutevole e alla pittura come una forma immobile, quello che sto cercando di fare è di rendere la musica e i dipinti che sono statici in un movimento continuo. Sto cercando di trovare in entrambe le forme, lo spazio tra il tradizionale concetto di musica e il concetto tradizionale di pittura.”
Brian Eno

Brian Eno (Woodbridge GB, 1948) è sicuramente uno degli artisti che hanno maggiormente influenzato la scena musicale dai primi anni settanta del secolo scorso a oggi. Non solo ha studiato e si è laureato nel 1969 presso la Winchester School of Art dell’Università di Southampton, ma la sua formazione musicale ha avuto ispirazione dalla musica contemporanea di John Cage, la Monte Young e Terry Riley. Non solo ha fondato gruppi storici come i Roxy Music, ma creato un modo nuovo di intendere la musica. La sua Ambient music è stata rivoluzionaria, ha portato l’idea che la musica può diventare la colonna sonora degli spazi e non solo delle immagini, che ci accompagna nei luoghi più incredibili come in quelli più comuni.

E’ stato un precursore della New wave e della New Age per non parlare del sampling on cui ha realizzato uno dei suoi albumcapolavoro, “My life in a bush of ghosts” con David Byrne nel 1981 . Ha creato una nuova “filosofi a della musica” mettendo insieme il rigore delle avanguardie con la sua diffusione verso un pubblico allargato e sempre più vasto. Ha realizzato anche per primo nel 1996 la Generative music attraverso un software che sviluppa pressoché infi nite variazioni e combinazioni di suoni. La musica autogenerativa serve per dare corpo all’utopia di un’arte sonora che abbia vita autonoma, che diventi sempre più legata alla creazione di un modo di vivere e di intendere le arti. Infatti Brian Eno è un grande artista visivo e in questa mostra per la prima volta viene posto a confronto con uno splendido Omaggio al Quadrato del 1961 di Josef Albers, maestro del Bauhaus e grande innovatore del rapporto la luce e il colore. Un confronto concettuale e fisico che mette in relazione le affi nità tra gli artisti che consistono nell’indagine tra la luce e il colore, affi dando alla forma il compito di una mediazione sensibile.

Questo dialogo tra il linguaggio della pittura e quello dell’elettronica sviluppa e concretizza tutte le possibilità di una idea dell’opera d’arte aperta all’ambiente e al coinvolgimento dello spettatore. Quelli di Brian Eno sono degli Ambient paintings, opere dinamiche che permeano lo spazio di luce e di suono portando il pubblico in una dimensione unica e straniante. Il quadrato è una forma geometrica spesso indagata dall’artista inglese che ha sempre cercato di mettere insieme la mobilità e il cambiamento della musica con l’energia e l’atemporalità della pittura. La ricerca di Brian Eno incontra a Venezia il linguaggio classico della pittura rappresentato da Josef Albers per dare vita a un percorso mentale e percettivo che mette insieme le utopie del Novecento per un arte pura, svincolata da signifi cati particolari, intensa ed esperienziale. Nei suoi lavori l’artista e musicista inglese mette insieme l’elemento sonoro con quello visivo in cui il concetto di cambiamento e quello di ripetizione differente, tracciano un universo percettivo affascinante. In fondo il sogno di Brian Eno, la sua fi losofi a, è quella di portare le arti a collaborare e a non essere più separate.

Una filosofi a che risponde appieno alle idee di Cage, del Fluxus e anche alla grande speranza Pop di far vivere alla gente un’esperienza estetica totale. Qualcosa di nuovo e di rigenerante, quasi mistico. In mostra ci saranno una trentina di opere di Brian Eno, il quadro di Albers e un’opera straordinaria di Riccardo Guarneri Angolare ambiguo di grandi dimensioni che ritorna a Venezia dopo essere stato presentata alla 57° Biennale. Saranno presentati una decina dei suoi famosi Light Music e una serie di multipli di grande qualità. In particolare per l’esposizione veneziana ha realizzato una versione di 77 million paintings, il celebre album video il cui software poteva generare una combinazione incredibile creando una successione apparentemente infi nita di immagini che si ricombinano e si riconfi gurano, in un processo random. 77 million paintings, girato alla massima velocità richiederebbe 9000 anni per essere interamente visto e alcuni milioni di anni se girasse alla minima velocità.

Le sue installazioni sonore sono state mostrato in eventi internazionali come la Biennale di Venezia, al Centre Pompidou, alla Hayward Gallery di Londra, alla White Cube/Jay Jopling, al Museo della Scienza e al Palazzo di Marmo a San Pietroburgo. Brian Eno, artista totale e vero e proprio mãitre-à-penser contemporaneo, nel 2001 ha esposto al Moma di San Francisco e nel 2005 è stato invitato a realizzare un nuovo progetto per la Biennale di Arte Contemporanea di Lione.