Claudia Cervo

Ex Corpore

Punteggio complessivo

Importanza artisti

Curatela e contesto

Trasporti e ingresso

Immagine di  Claudia Cervo

Artisti Claudia Cervo

La mostra antologica dell’artista triestina Claudia Cervo, dal titolo ex corpore presenta una selezione di oltre 80 opere che coprono il suo percorso artistico dal 2003 al 2018, con un consistente corpus di lavori creati per questa occasione. A partire dall’omonima mostra del 2006 quando l'artista lavorava quasi esclusivamente sulla juta componendo figure in primissimo piano, lavorate con larghe campiture di colore puro bianco e linee di contorno che sono fili di spago che a volte delimitano, altre debordano: linee di fuga che permettono alle forme di perdersi nel vuoto intorno, in un costante scomporsi e ricomporsi della figura nello spazio. Le figure dipinte sono prive di connotazione, il contesto in cui appaiono non è riconoscibile come spazio definito, ma esiste come vuoto in cui i corpi e gli oggetti prendono forma attraverso i segni che Claudia Cervo imprime sulle tele. I loro atteggiamenti riferiscono di profonde emozioni, espressioni della condizione umana originaria. Nel 2010 con il ciclo Ritmo ternario Claudia Cervo sente il bisogno di confrontarsi con il ciclo della vita, nascita, vita, morte, creando composizioni più complesse, in cui le figure condividono il medesimo spazio. Nasce così nel 2011 anche il ciclo delle Folle: il filo che fino a poco prima contorceva e allungava i corpi in un ganglio di energie vitali, ora si distende a delineare figure apparentemente identiche, ancora una volta senza alcuna connotazione individuale, rappresentanti di una comunità indistinta che convenzionalmente chiamiamo Umanità. Da qui parte la sua sperimentazione di materiali diversi: così il colore non è più pigmento ma stratificazione di carte veline, che le permettono di lavorare sulle trasparenze, sciogliendo le forme per raggiungere l’essenza di esse. È il 2015 e il ciclo è Veli: è la leggerezza, il soffio della vita che ci anima, è l’attimo impigliato nel suo farsi. Oggi la ricerca di Claudia Cervo la porta ad osservare il dettaglio del corpo umano, a individuare dei particolari - le pieghe di una mano, di un ginocchio - e a riportarli sulla tela in un reticolo di segni sottilissimi. “La fisicità è diventata pura memoria, un rigo elegante e lieve che enfatizza un silenzio assoluto in cui poter ascoltare ogni minimo palpito di vita”, come scrive Marina Bakos.