Eduardo Paolozzi

Selected Works 1947 – 1974

Punteggio complessivo

Importanza artisti

Curatela e contesto

Trasporti e ingresso

Immagine di  Eduardo Paolozzi

Artisti Eduardo Paolozzi

La galleria ALMA ZEVI di Venezia è onorata di presentare Eduardo Paolozzi: Selected Works 1947 - 1974, mostra personale dedicata all’eminente artista scozzese di origini italiane Eduardo Paolozzi (1924-2005), organizzata in collaborazione con la Paolozzi Foundation di Londra, e con un importante prestito dalla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Considerato tra i pionieri della British Pop Art, Paolozzi ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale d’Arte nel 1960, e questa mostra è la prima personale a lui dedicata a Venezia da allora. Il progetto di ALMA ZEVI è il risultato di un’attenta ricerca svolta in archivi, biblioteche e collezioni private in Italia e all’estero, e rappresenta una speciale occasione per riscoprire la rivoluzionaria opera dei primi anni di carriera di questo artista, non sufficientemente rappresentato in Italia negli ultimi decenni.

Artista eclettico acclamato a livello internazionale, Paolozzi ha sviluppato la sua opera lungo diverse direzioni e con una varietà di media che vanno dalla scultura alle opere su carta, come conferma la diversità di lavori selezionati per la mostra veneziana. Inclusi nell’allestimento si possono ammirare due rari esempi di collage degli anni Quaranta e Cinquanta, alcune stampe tratte dal portfolio General Dynamic F.U.N. (1965-70), le acqueforti di The Ravel Suite (1974), e il film sperimentale, raramente visto in Italia, The History of Nothing (1962). Le opere di Paolozzi sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche internazionali, tra cui la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. La scultura in bronzo Chinese Dog 2 (1958), esposta a Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione, è eccezionalmente in prestito ad ALMA ZEVI per questa mostra. Le opere selezionate esemplificano inoltre con grande potenza i temi più caratteristici della poetica e dell’alfabeto visivo di Eduardo Paolozzi, dominati da una rielaborazione modernissima degli elementi della meccanica e della tecnologia, intrecciati ai motivi della vita quotidiana di quegli anni.

L’artista ha contribuito in maniera decisiva alla formazione della Pop Art inglese, che precede di circa un decennio la sua controparte americana, e alla creazione di uno sguardo al contempo critico e ironico sul nuovo immaginario visivo del periodo. Fin dall’infanzia Paolozzi era solito collezionare ogni tipo di materiale tratto dalla cultura popolare, incluse pubblicità, poster di film, giornali e altro, in cui erano ricorrenti le immagini di figure umane e macchinari. Tali elementi venivano poi riassemblati sotto forma di collage, dando vita alla tecnica mista che si ritrova anche nei suoi lavori successivi. Appare evidente quindi la manipolazione delle immagini tratte dalla cultura consumistica degli anni Cinquanta e Sessanta, e la giustapposizione di oggetti diversi, accostati gli uni agli altri in combinazioni inaspettate, stravolte nei loro colori sgargianti.

Il progetto Eduardo Paolozzi: Selected Works 1947 – 1974 nasce da un’approfondita ricerca sull’artista e su lettere, documenti, e altro materiale storico relativo al suo operato, conservato negli archivi del Victoria and Albert Museum di Londra, della Biennale di Venezia e dello studio di Paolozzi, che è stato ricreato e aperto al pubblico presso la National Gallery of Modern Art a Edimburgo. Grazie alla riscoperta di una grande quantità di materiale precedentemente sconosciuto, questa attività di ricerca ha aperto nuove prospettive che contraddicono l’idea comunemente accettata di Paolozzi come artista con pochi legami con l’Italia, e ha riscoperto le numerose e costanti connessioni che l’artista ha mantenuto con il Paese di origine dei suoi genitori per tutta la vita.

La mostra su Paolozzi è inoltre accompagnata da una pubblicazione di interesse accademico e storico, edita da Damiani, che approfondisce molti dei punti salienti di questa ricerca. Il catalogo è arricchito dal contributo dei prestigiosi storici dell’arte a livello internazionale, e consulenti speciali per l’intero progetto, Peter Murray (fondatore dello Yorkshire Sculpture Park nel Regno Unito) e Judith Collins (ex curatrice alla Tate e autrice di un’importante monografia su Paolozzi).