Esodo

Punteggio complessivo

Importanza artisti

Curatela e contesto

Trasporti e ingresso

Immagine di  Esodo

Artisti Antonello Ghezzi, Giovanni de Gara

ESODO, deriva dal termine greco èksodos, composto da èx “fuori” e da hodos “strada”; quindi significa uscire da un percorso, che inevitabilmente diventa un altro, alimentando paure e timori dei cambiamenti, ma anche nuove aspettative e nuove speranze. In questa doppia personale sono a confronto due diverse concezioni di Esodo: una interiore ed universale, quella proposta dalle opere del duo Antonello Ghezzi, che indagano i desideri di fuga dalla realtà e dalla solitudine umana, ed una fortemente attuale, quella che viene proposta dalle opere dell’artista Giovanni de Gara, che riflette sull’imponente fenomeno migratorio in atto e sul diffuso desiderio di evasione dei singoli dal sistema economico e culturale globale. Per gli Antonello Ghezzi ognuno di noi è costantemente in viaggio, ogni giorno, per davvero o soltanto con l’immaginazione; ognuno di noi vorrebbe scappare, per ragioni diverse e forse tutte valide, perché siamo tanto codardi e tanto coraggiosi allo stesso tempo. Stiamo andando tutti da qualche parte, a ventimila leghe sotto i mari o sulla Luna, soli come persone e insieme come umanità. Il mare e il cielo sono gli elementi costanti in cui siamo immersi, sono i nostri testimoni e i nostri mezzi di locomozione.

Kind of blue è l’installazione che accoglie i visitatori nella prima sala della galleria: un grande tronco sostiene uno specchio circolare sul quale è dipinto il mare ed inciso da dietro un cielo stellato che illumina il viaggio e la speranza. All’orizzonte l’azzurro di due Nuvole che appaiono come finestre aperte su un nuovo destino. Un destino sognato e desiderato come quel mondo ELDORATO circondato dal mare azzurro che Giovanni de Gara ha dipinto utilizzando come supporto oggetti salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso ai migranti. Un’opera della dimensione di oltre quattro metri di larghezza e due metri e mezzo di altezza posizionata sull’altra grande parete della prima sala della galleria ed accompagnata dal video Nascita di una Nazione con l’immagine di una bandiera dorata che viene violentemente scossa dal vento e che poi sfuma sulle poetiche immagini dell’Abbazia di san Miniato al Monte di Firenze dove il 28 giugno 2018 Giovanni de Gara ha ricoperto con teli isotermici dorati i tre portali di accesso alla Basilica, portali che per i loro antichi costruttori dovevano rappresentare ingressi alla salvezza e all’anticipazione della bellezza del Mondo che verrà.

Il percorso espositivo prosegue con un’altra installazione a tutta parete di Antonello Ghezzi, All at the sea realizzata con decine di piccoli pezzi di legno portati a riva dal mare e sormontati da frammenti di specchi sui quali sono incise piccole barche retroilluminate da flebili candele, con a fianco una grande boa, Love anch’essa recuperata sulla spiaggia e trafitta da un neon ad illuminare il nostro viaggio interiore ponendoci come davanti ad uno specchio che ci dice Conosci te stesso. Tra cielo e mare forse una piccola barca e una amorevole boa ci salveranno ed una luce lontana Don’t forget the magic ci farà scoprire una nuova magica realtà. Altre quattro opere su teli isotermici di Giovanni de Gara accostate insieme per rappresentare Pangea nell’antica era in cui le terre emerse dal mare erano tutte unite e costituivano un mondo primordiale senza separazioni e senza confini tra Stati diversi, a significare che all’origine della Terra tutti gli esseri viventi erano insieme. Poi l’Africa e l’Europa, separate ed al contempo unite dal Mar Mediterraneo, con al centro l’Italia che per molti migranti rappresenta il primo approdo a quel mondo sognato e desiderato in cui sperano di essere finalmente accolti.

Ed è in particolar modo durante il mese di agosto che dal Nord Africa si intensifica l’esodo dei migranti verso l’Italia, il loro Eldorato. Ed è pure in agosto che anche milioni di italiani partono alla volta delle mete delle loro vacanze, ognuno verso il proprio luogo preferito. L’Eldorato di molti italiani spesso però non è un vero e proprio luogo, ma uno stato mentale, un tendere a vivere senza lavorare, su spiagge incontaminate, bevendo cocktails alla frutta esotica in territori stranieri, lontani, immaginari e immaginati. Quindi, sognare di vivere agiatamente sotto altre bandiere, come per anni è stata per molti la bandiera degli Stati Uniti d’America. Oggi l’aspettativa degli italiani di una nuova vita in vacanza è riposta nel Gratta e Vinci, in particolare nel grande classico: Turista per sempre.

Ma se è vero che il piacere sta nell’aspettativa, allora perché grattare? Giovanni de Gara ha firmato decine di gratta e vinci proprio sopra lo spazio da grattare, poi li ha messi tra due vetri e li ha incorniciati come sue opere per allontanare la tentazione di grattarli e con l’intento di ampliare così il valore dell’aspettativa, che normalmente in questo gioco dura invece pochi secondi. Infatti, se il biglietto viene estratto dalla cornice e viene grattato per la curiosità di sapere se è vincente, viene cancellata la firma dell’artista e così l’opera viene privata del suo valore e del piacere dell’Aspettativa tornando ad essere un semplice biglietto della lotteria, peraltro raramente vincente. A ciascuno di voi la scelta!