La Nave Di Carta

Opere Di Nobushige Akiyama

Punteggio complessivo

Importanza artisti

Curatela e contesto

Trasporti e ingresso

Immagine di  La Nave Di Carta

Artisti Nobushige Akiyama

Curatori Stefania Severi

La mostra, promossa dal Comune di Trieste e ideata e realizzata dalla Cooperativa Sociale Apriti Sesamo, con la cura di Stefania Severi, storico e critico d’arte AICA che da anni segue il percorso dell’artista, è ospitata nelle due sale espositive al piano terra per proseguire negli ambienti del museo, in continuo dialogo con i suoi contenuti, mettendo in contatto le antiche collezioni con opere del Giappone di oggi e intendendo al contempo rinnovare l’antico legame tra il Giappone e la città, consolidatosi fin dal XIX sec., tramite gli importanti scambi commerciali di Trieste con l’Estremo Oriente. Preziose opere d’arte e manufatti tipici dal paese del Sol Levante, grazie anche al Gabinetto Cinese Wünsch – una galleria di vendita, immortalata in una gigantografia esposta all’interno del Museo – divennero irrinunciabili elementi d’arredo nelle case dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, dalle quali – grazie a munifiche donazioni – passarono ai musei cittadini, dando vita al Civico Museo d’Arte Orientale che è nato, diversamente da altri consimili musei, proprio da tali donazioni cittadine. È stata questa una esigenza – che è andata maturando nella lontananza – a consolidare un legame che avrebbe rischiato di affievolirsi. Egli realizza pertanto la washi, carta fatta a mano, soprattutto nella variante kozo, ottenuta dalla corteccia del gelso dopo una lunga preparazione. Ma, da artista-scultore quale egli è, ha utilizzato la carta come materiale per le sue sculture, modellandola nelle forme più varie. Per il Museo di Trieste l’artista ha realizzato un’installazione site specific trasformando una sala espositiva in un ambiente “magico” in cui la luce, il suono e la percezione visiva risultano alterate. La carta che proviene da frutti della terra, diviene veicolo di dialogo con il riguardante che è sollecitato a distaccarsi dalla realtà storicistica per immergersi nella realtà naturale. Oltre alla installazione sono in mostra una trentina di opere: sculture e rilievi in carta dalle forme metamorfiche e una serie di lavori in carta e resina in cui il dialogo tra i due materiali così diversi sottolinea la complessità del mondo contemporaneo e l’esigenza di una ricerca di equilibrio. Le opere in carta del maestro Akiyama trovano il proprio interlocutore naturale nella importante raccolta di xilografie giapponesi dell’Ukiyo-e di proprietà del museo, tra cui si possono ammirare le opere di artisti quali Utamaro, Hiroshige e Hokusai, la cui celebre “Grande Onda”, simbolo iconico della potenza e della terribile bellezza della natura in tempesta, ha ispirato a Nobushige Akiyama lo sviluppo di una propria idea di “Nami” [Onda], che mette in rapporto il contrasto delle forze tra la carta e la resina.