Peek Into New York Memories

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Si apre al pubblico giovedì 8 marzo alle ore 10 la mostra personale “Peek into New York Memories” di Donatella Chiara Bedello presso la galleria Melori & Rosenberg a Venezia, Campo del Ghetto Nuovo 2919. Esposta per la prima volta al Salone d’Arte Contemporanea a Trieste a ottobre 2017, la mostra comprende originali e riproduzioni ad altissima risoluzione delle opere non più disponibili della pittrice torinese.

“La ricerca del micro dettaglio nel macro, unite all’originalità dei soggetti e tematica della serie in acrilico su tela degli “Old Shop” - il “fare negozio”, rendono la sua arte originale e ricca di significati. Un assemblaggio di scritte e oggetti che con iperrealismo fotografico inondano lo sguardo di stupore e sorpresa, desiderio mnemonico di riascoltare i profumi di spezie o di curiosare dai vetri esterni, circondati da geometriche pluricromie rilucenti che tradiscono un po’ di nostalgia dinanzi l’appiattimento stereotipo dei centri commerciali. Qui si scorgono scorci di un'America di altri tempi dove la globalizzazione e lo scambio interculturale di quartieri, aveva già preso il sopravvento con l’immigrazione e riesce tutt’oggi a ripresentarsi come fenomeno attuale nelle città contemporanee. Contrasti tra i grigiori della metropoli queste botteghe ritrovano grazie a scritte e insegne e oggetti disordinati un contraddittorio ordine orizzontale ma soprattutto le proprie identità e radici nel recupero dei caleidoscopici negozi multietnici e della loro discendenza. Prospetti che narrano la vita di una realtà ordinaria, principio motore che caratterizza la Pop Art, ma qui senza corsa alla denuncia consumistica, ma bensì a un ritrovamento e appartenenza” scrive di lei Francesca Mezzatesta.

Precisa Martina Campese: “Il riferimento alla strada non è casuale, Bedello infatti dipinge e seleziona luoghi che si riferiscono ad un’America meno d’élite e che richiamano lo stile tipico degli anni ’60. Per tale motivo ritroviamo soggetti e luoghi a noi familiari e, alcuni di essi, non rinnegano un legame con ciò che di italiano è presente all’interno della cultura americana, si pensi a Little Italy... La suggestiva e minuziosa produzione artistica, che accompagna di pari passo la sua realtà professionale, è accolta e riferita ad un pubblico attento, curioso nel riscoprire la contemporaneità del linguaggio delle sue tele; esse invitano e seducono lo sguardo, intervistano il fruitore e lo rendono attivo in un gioco di percezione e memoria…”