Squame Di Luce

Punteggio complessivo

Importanza artisti

Curatela e contesto

Trasporti e ingresso

Immagine di  Squame Di Luce

Artisti Lello Ronca

Curatori Giada Caliendo

Segno come scia di vita, potenza del fuoco quale elemento primigenio, pieni e vuoti pari alle onde del mare; le opere di Lello Ronca, sculture ammalianti, solenni e concettuali si decodificano in una sapiente padronanza della materia in rapporto al divenire dell’emozione. Lavori creati con plastiche specchianti, cangianti e magicamente modificabili, trasformano la figura dinnanzi svelando altre complessità di sfumature, colori e volumi. Grandi fogli di plastica rigida vengono lavorati dal fuoco, mai a diretto contatto; l’artista conoscendo profondamente la materia, percepisce il momento esatto in cui l’elemento raggiunge il giusto livello di fluidità per essere modificato ed allora interviene con le dita, con la forza delle mani, con tutto il corpo. Ronca agisce sull’opera decidendo di annullare, a volte, parte della specchiatura, della lucentezza del materiale, questo non inficia la bellezza o l’intensità del lavoro, è soltanto un’esigenza necessaria all’irrequietezza creativa. I multiformi rilievi disegnano racconti a chi ha ancora la voglia di ascoltare e rappresentano il soffio del vento, la potenza della pioggia, il danzare del mare, elemento indomabile e possente che racchiude storia e mito, leggenda e sogno.

Le origini dell’artista affondano in quella terra che vide le navi achee fendere le bianche spume del mare ed attraversare il fragore delle onde, dove un re in cerca della sua meta si perse tra le squame di luce riflessa nell’acqua e i canti delle sirene, dove le sagome brillanti degli abitanti dell’Olimpo regolavano le vite degli uomini. “Avvicinati dunque, glorioso Odisseo, grande vanto dei Danai, ferma la nave, ascolta la nostra voce” così le ammalianti creature mezzo donna e mezzo pesce nel XII canto dell’Odissea chiamavano il re di Itaca. Siamo tutti ancora profondamente viaggiatori, esploratori di luoghi fisici e mentali e le opere di Lello Ronca, con la loro artificiosa plasticità, racchiudono il sogno della “possibilità”. In una lotta ancestrale tra il corpo e la materia, il segno lasciato diviene orma, solco, traccia di una continuazione del sé, in una nuova geometria come un fossile del pensiero. Un’icona dell’esistenza intesa come realtà volumetrica che si integra nello spazio irradiandolo con i propri riflessi e inglobando al proprio interno le essenzialità dei luoghi.

Ronca non usa più tele, non adopera attrezzature tradizionali “con Fontana è finita l’arte figurativa, l’arte si è dovuta necessariamente aprire a nuove frontiere di elaborazione, e la ricerca oggi è un continuo superamento” dice lo stesso artista, “oggi per me l’arte è questo: interrogarsi sulle forme senza più l’uso del pennello.” Le opere di Lello Ronca non sono vincolate alla “gravità” del lucente acciaio ma vivono nella leggerezza della plastica sapientemente sagomata con le proprie rientranze, i propri spessori, le proprie tensioni; le forme complesse, mai uguali, un po’ come la metafora della vita, rappresentano la sperimentazione nella sua inesauribile varietà. Il mare fa sempre da sfondo al viaggio verso la verità dove, nei riflessi dell’acqua, pulsa il racconto inquieto dalla vena rinnovatrice di fresca interiorità.

Giada Caliendo